cittamigrante

ASSOCIAZIONE CITTÀ MIGRANTE - REGGIO EMILIA -

AI CLANDESTINI SI VUOLE NEGARE ANCHE IL DIRITTO DI PAROLA

cittamigra | 24 Giugno, 2008 01:56

GUARDA IL VIDEO DELL'INIZIATIVA

Oggi a Reggio Emilia si è respirato un clima pesante ma non è stata certo la canicola estiva la responsabile. Abbiamo assistito ad un cambio di registro nella gestione del conflitto che da un anno gli attivisti dell’associazione Città Migrante agiscono nel territorio per la liberazione di migliaia di irregolari dal giogo della schiavitù nell’era Bossi Fini.

Durante il presidio davanti al municipio dove era in corso il consiglio comunale, decine di poliziotti e carabinieri in borghese ci hanno perentoriamente intimato di allontanare dalla piazza gli indocumentati, pena il loro arresto.
Volontà non solo verbale ma anche reale quando durante momenti di tensione alcuni agenti si sono scagliati contro un paio di partecipanti per arrestarli perché clandestini. Nonostante questo abbiamo deciso di rimanere compatti e non accettare l’ordine di allontanarci.
Riteniamo inaccettabile la chiara provocazione della questura di concedere l’autorizzazione ad un presidio e poi durante il suo svolgimento decidere chi ne deve prendere parte.

La nostra associazione come tutti sanno lavora con migranti senza distinzione tra regolari e non, è presente nel territorio reggiano collaborando con sportelli di orientamento per migranti e gestisce direttamente una scuola d’italiano.

Chi ha chiesto l’intervento massiccio delle forze dell’ordine? A chi fanno paura i migranti che si auto organizzano?
Oggi abbiamo denunciato la vera natura che la legge Bossi Fini, indurita da leggi speciali contenute nel pacchetto sicurezza, rappresenta. Queste leggi bipartisan non sono altro che dispositivi di sfruttamento e limitazioni della libertà delle persone migranti e italiane, ne è la prova il trattamento riservatoci oggi.

Città Migrante è stata promotrice di un grande corteo il 1° maggio per la rivendicazione dei diritti dei migranti chiedendo a gran voce l’abrogazione delle leggi che producono irregolarità e sfruttamento. Un corteo partecipato e deciso che aveva tra le sue richieste anche l’invito rivolto al sindaco di farsi carico di un incontro con prefetto e questore per discutere di un problema grave del territorio, ovvero l’impossibilità di decine di migliaia di persone di regolarizzarsi e quindi entrare a pieno titolo nel tessuto sociale.

L’unica risposta avuta è stata quella di oggi.
Il quadro è chiaro, le forze politiche che amministrano a Reggio vogliono il massimo profitto economico che la manodopera irregolare può dare, e non contenti, cavalcano l’onda emergenziale costruendo il successo elettorale nelle amministrative del 2009. Per far questo, è banale, va bene il pacchetto sicurezza, va bene la legge Bossi Fini, va bene la direttiva rimpatri approvata al parlamento europeo, va bene il businnes mafioso nei cantieri.

Prendiamo atto del definitivo deterioramento dei rapporti civili che regolano Reggio Emilia, città divenuta in pochi anni metropoli. Metropoli nella sua accezione negativa con tanto di slum e quartieri satelliti per ricchi costruiti dal businnes edilizio cooperativo, vedi la Reggio Emilia 2 di parco villa ottavi; verrebbe da dire “Berlusconi c’era arrivato alle vostre soluzioni 25 anni fa”.
Non per questo, come oggi abbiamo dimostrato, rinunceremo alla nostra lotta perché è l’unico modo per ricreare il tessuto sociale disgregato dalla governance della speculazione e della rendita del grande capitale.
Viviamo qua, lottiamo qua e qua costruiremo il nostro futuro.

Leggi il comunicato stampa dell'iniziativa 

Ascolata gli audio e la cronaca della giornata 

QUELLO CHE SCEGLIAMO E' UN FUTURO MIGLIORE, NON LA CLANDESTINITA'!

cittamigra | 23 Giugno, 2008 02:00

Il 1° maggio scorso, 1500 persone hanno manifestato in città contro una società che inventa i criminali in base al passaporto e costringe all’invisibilità ed alla povertà migliaia di persone.
Queste stesse persone hanno chiesto a gran voce un incontro con il sindaco, incontro che fino ad oggi ci è stato negato. A fronte di questo silenzio noi vogliamo parlare e ed essere ascoltati.

Oggi, dove il pregiudizio e la paura figlie dell’ignoranza generano mostri come la paranoia securitaria e il razzismo legittimati da campagne contro i clandestini e da dispositivi politici come il pacchetto sicurezza, è più che mai attuale ribadire il nostro NO ALLA CRIMINALIZZAZIONE DEI MIGRANTI.

Non vogliamo più sentire dire che la clandestinità è una scelta. Sono le leggi che dettano la condizione di clandestinità per cui tu non esisti e quindi non sei portatore di diritti, sono le leggi che non consentono di poter vivere e lavorare in Italia in modo regolare. In realtà quello che viene chiamato clandestino è un migrante senza nessun tipo di tutela, quello che con estrema facilità può essere sfruttato sul lavoro e a cui la casa viene affittata ad un prezzo più alto perché non ha nessuna altra scelta, quello che se anche ha un lavoro non può avere il permesso di soggiorno. Clandestino lo si può diventare da un giorno all’altro perché si perde il lavoro e questo ci costringe ad accettare anche le peggiori condizioni di sfruttamento.

Quali sono le possibilità di regolarizzarsi? Rimane il tentativo di provare a vincere alla lotteria del decreto flussi ( a Reggio le quote disponibili sono meno di 1/3 delle domande presentate) anche se la legge prevede che la domanda di assunzione tramite decreto flussi sia inoltrata per un lavoratore che risiede al paese di origine, ma tutti ormai sanno che il 90% delle domande riguardano migranti che già vivono e lavorano in Italia. E i fortunati sono costretti ad un viaggio clandestino a ritroso per poter ritirare il visto d’ingresso. E per quelli che sono stati colpiti da un provvedimento di espulsione? I coraggiosi che hanno tentato comunque la sorte e che hanno vinto la gara, che sono tornati al paese di origine, che il datore di lavoro li ha aspettati pronto ad assumerli si sono visti negati il permesso di soggiorno perché a causa dell’espulsione non possono stare e lavorare in Italia.
Tutti questi -assieme a chi non ha tentato la sorte perché il datore di lavoro non voleva metterlo in regola, a chi non è entrato nella graduatoria, a chi ha perso il permesso di soggiorno (non dimentichiamo che il confine fra regolarità e irregolarità è molto sottile)- continueranno oppure entreranno a far parte del cosiddetto esercito dei clandestini, quindi manodopera a basso costo se non a costo zero.

E nel frattempo i migranti continuano a morire in mare ad alimentare l’economia sommersa e a morire nei luoghi di lavoro, mentre il Decreto legge quanto il Disegno di Legge che costituiscono il pacchetto sicurezza li indicano come potenziali criminali.
La funzione che ha in realtà l’impianto della Bossi Fini peggiorato dal pacchetto sicurezza è quello di renderci disponibili ad accettare qualsiasi forma di sfruttamento e quindi utili a regolamentare l’intero mercato del lavoro.

Non rimaniamo in silenzio, oggi come il primo maggio vogliamo far sentire la nostra voce:

SIAMO NOI I PRIMI A NON VOLERLA LA CLANDESTINITA’

هذا ما اخترناه لمستقبل افضل لا لحياه غير شرعي 

PRESIDIO LUNEDI' 23 GIUGNO ORE 16.30 PIAZZA PRAMPOLINI

cittamigra | 14 Giugno, 2008 15:12

Lunedì 23 giugno

Ore 16.30

Il 1° maggio scorso, 1500 persone hanno manifestato in città contro una società che inventa i criminali in base al passaporto e costringe all’invisibilità ed alla povertà migliaia di persone.


In quell’occasione avevamo chiesto

un incontro con il Sindaco che fino ad oggi ci è stato negato


A fronte di questo silenzio

noi vogliamo parlare e

chiediamo di essere ascoltati.

Oggi vogliamo anche dire NO AL PACCHETTO SICUREZZA


La lotta non è solo per gli uomini e le donne migranti

ma per la tutela dei diritti umani.

 Di ognuno e di ognuna.


Città Migrante invita quindi

tutte le persone antirazziste

in Piazza Prampolini

lunedì 23 giugno alle 16,30

 


Il nostro presidio sarà a pochi passi dal Municipio

dove in quel momento si svolgerà il Consiglio Comunale


Non è più possibile rimanere indifferenti né incerti!

Chiediamo a tutti i vecchi e nuovi cittadini
di pensare con noi una città più giusta!



cittamigrante@gmail.com


PROTAGONISTI NELLA COSTRUZIONE DEL NOSTRO FUTURO

cittamigra | 05 Maggio, 2008 16:06

Una grande giornata quella del primo maggio a Reggio Emilia, un successo non scontato risultato di un anno di attività intensa. Duemila persone, migranti ma non solo, hanno dato finalmente un segnale potente ed esplicito a chi ostinatamente non vuol riconoscere i cambiamenti di questo territorio emiliano e si ostina a leggere la realtà con riferimenti culturali, storici e politici in via di estinzione.

 



 

Il nostro corteo si è snodato lambendo luoghi simbolo della città: la stazione ferroviaria e il suo quartiere multietnico stigmatizzato dall’ ormai noioso “can can” securitario, ha sfiorato e “superato” il luogo di ritrovo dei sindacati confederali alle prese con la solita retorica spuntata mentre il fenomeno leghista avanza tra i propri tesserati, ed è arrivato nel cuore della città accolto dal mondo delle associazioni e del volontariato in piazza Prampolini.

E’ proprio l’arrivo del corteo in questa piazza che simbolicamente ci fa intravedere la città meticcia che sogniamo e che grazie agli sforzi e all’auto organizzazione giorno dopo giorno costruiamo.

La sfida che abbiamo davanti è enorme. Il pregiudizio e la paura sono figlie dell’ignoranza e generano mostri come la paranoia securitaria, il razzismo e dispositivi politici disumani come la legge bossi-fini, i cpt, lo sfruttamento tanto utili al sistema neoliberista. La rabbia espressa durante il corteo dimostra però che niente è per sempre e ogni essere umano se calpestato si ribella.

Le urla di incitamento, i tantissimi interventi dal camion, i cori “sanatoria subito!” e “contro la legge Bossi Fini siamo tutti cittadini”, scanditi come mantra durante tutto il corteo non sono solo gesti liberatori ma espressione dell’ormai insostenibile condizione di vita di migliaia di persone e soprattutto della voglia di essere i protagonisti nella costruzione del proprio futuro.

La determinazione di questa giornata segna un passaggio importante, un vero e proprio punto oltre il quale non è più possibile tornare indietro. Il conflitto è ormai diventato patrimonio comune, indispensabile per riuscire a vincere la paura, nostro pane quotidiano, per auto-organizzarsi e lottare per una vita degna.

Un abbraccio forte ai compagni e alle compagne di Parma, Bologna, Rimini, Verona e Padova che insieme a noi hanno dato vita, gioia e rabbia a questa giornata.
Grazie anche a tutti coloro che hanno partecipato al corteo ed in particolare agli organizzatori del mercato di pollicino in fiera e alle associazioni presenti in piazza per la calorosa accoglienza.

 

LA MANIFESTAZIONE DEL 1 MAGGIO MIGRANTE

cittamigra | 02 Maggio, 2008 17:08

corteo
 
vai alla cronaca del corteo
 
fotogallery e audio conclusivi 

1 MAGGIO MIGRANTE 2008

cittamigra | 17 Aprile, 2008 15:02

 
1 maggio 2008
 
 
   
 
 Leggi il comunicato di lancio della manifestazione
 
Leggi il comunicato stampa del presidio davanti alla prefettura
 
Leggi la lettera di Città Migrante al Sindaco 
 
Sul sito del Melting Pot:
Ascolta l'intervento di Olesea e di abdul 
 Leggi le testimonianze dei lavoratori migranti che si sono rivolti all'associazione 
 
Vai allo speciale sul sito di global project 
 
 
 
 
 
 

19 APRILE 2008 ORE 15.00 PRESIDIO DAVANTI ALLA PREFETTURA (CORSO GARIBALDI)

cittamigra | 08 Aprile, 2008 16:52


  19 APRILE 2008 ORE 15.00
PRESIDIO
DAVANTI ALLA PREFETTURA (CORSO GARIBALDI) PER: L'ACCOGLIMENTO DI TUTTE LE DOMANDE INVIATE PER IL DECRETO FLUSSI 2007
L'ANNULLAMENTO DELLE ESPULSIONI

VOLEVATE BRACCIA SONO ARRIVATI DONNE E UOMINI 


Abbiamo aderito alla petizione lanciata dal progetto Melting pot Europa per l’accoglimento di tutte le domande presentate con il decreto flussi 2007. La petizione ha raccolto 3843 sottoscrizioni ed è stata inviata al governo uscente. Vogliamo rinnovare tale appello che non ha ancora ricevuto risposta.
Le domande presentate con il decreto flussi 2007 sono state oltre 700.000 e solo 170.000 sono le quote di ingresso messe a disposizione. Questo significa che oltre 550.000 persone saranno escluse. Come è noto la quasi totalità delle domande inviate è stata fatta da migranti che già vivono e lavorano in Italia e il decreto flussi è l’unica possibilità per regolarizzare la posizione del soggiorno. Questa esclusione significherà relegare i migranti alla clandestinità, al lavoro nero, alla mancanza di diritti. L’accettazione di tutte le domande sarebbe un primo minimo passo per rompere questo circolo vizioso e procedere poi verso una sanatoria generalizzata per chi già è presente sul territorio italiano.
A Reggio Emilia sono state presentate 13.563 domande, le quote disponibili sono meno di un terzo. Il numero della presentazione delle domande è un dato significativo sulla presenza di migranti che nella nostra città vivono e lavorano ma ai quali non viene riconosciuta alcuna tutela, dato a cui andrebbero aggiunti i moltissimi che la domanda non l’hanno presentata pur avendo un lavoro e una casa perché provvisti di un provvedimento di espulsione. Queste cifre danno l’idea di quei migranti che riempiono le tasche dell’economia sommersa, costretti al lavoro nero, all’affitto nero, alla vita nera perché non esiste altra possibilità. I migranti che occupano il gradino più in basso nella scala della precarietà, gli sfruttati di cui ha bisogno questo sistema economico. Quelli che devono accettare un qualsiasi lavoro ad una qualsiasi condizione e che di conseguenza servono a regolare tutto il mercato del lavoro. E mentre i migranti continuano ad essere sfruttati si lanciano campagne alla lotta alla clandestinità e al lavoro nero. Anche noi vogliamo lottare contro la clandestinità e il lavoro nero. La lotta alla clandestinità si vince regolarizzando le persone, la lotta al lavoro nero si combatte dando la possibilità di avere un lavoro in regola.
La lotta alla clandestinità a Reggio Emilia, come in tante città italiane, produce migliaia di espulsioni l’anno e arresti per non aver obbedito all’ordine del questore di lasciare il paese, oltre che il facile binomio che si viene a creare o che si vuole creare del clandestino/criminale. L’espulsione è in realtà il marchio che il migrante ha impresso sulla pelle, quello che lo escluderà anche da una possibile gara come un decreto flussi. Quel marchio che permetterà sempre lo sfruttamento del lavoro per rispondere alle necessità di una maggiore flessibilizzazione richiesta dal mercato e dall’economia. Per questo chiediamo l’annullamento delle espulsioni.
Oggi è per noi una tappa verso il 1° maggio migrante, un corteo che attraverserà le strade della città per uscire dall’invisibilità in cui ci vogliono relegare. Un giorno che non vuole passare in silenzio, che porterà istanze a cui deve essere data una risposta. Non si può far finta che non esistiamo.
Non siamo solo quelli a cui viene data la caccia vantando le cifre delle espulsioni che vengono effettuate, non siamo solo quelli che alimentiamo il mercato nero, siamo anche quelli che abbiamo deciso di essere protagonisti della nostra vita, stanchi di essere sfruttati. Per questo vogliamo portare le nostre istanze e essere visti da chi questa città la amministra. Chiediamo al sindaco, tramite una lettera, di guardare questa parte di Reggio Emilia a cui dichiara sui mezzi di comunicazione di dare la caccia, di non nascondersi di fronte alla nostra richiesta di uscire dalla clandestinità assumendosi la responsabilità di un incontro con una nostra delegazione, il questore, il prefetto ed egli stesso per discutere dei temi che il 1° maggio riempiranno le strade della città.

Associazione Città Migrante

 



1 Maggio 2008 - LAVORO NERO, PRECARIETA' ESTREMA, MORTI SUL LAVORO: BASTA!

cittamigra | 08 Marzo, 2008 15:47

Logo Città Migrante

Siamo noi le donne e gli uomini che sono riusciti a non soffocare in un container di un qualche tir. Siamo noi le donne e gli uomini che non sono annegati in mare. Siamo noi le donne e gli uomini che hanno scavalcato le frontiere alla ricerca di un futuro migliore.
Siamo donne e uomini che vivono e lavorano nelle metropoli. Siamo quelli che riempiono le tasche dell’economia sommersa perché altra possibilità per vivere non ci è concessa.
Siamo quelli costretti a passare parte della propria vita in coda davanti alle questure, alle prefetture e ora agli uffici postali. Siamo quelli che aspettano i lunghi tempi dei rinnovi e dei ricongiungimenti, siamo quelli che aspettano i documenti legalizzati dall’ambasciata, siamo quelli che aspettano un decreto flussi.
Siamo le madri che non possono andare a trovare i figli perché non hanno il permesso di soggiorno.
Siamo i muratori che lavorano nei cantieri edili e non ricevono la paga, e quando la reclamano vengono picchiati.
Siamo gli ambulanti che vendono i fazzoletti e i cd nei parcheggi e nelle spiagge. Siamo le badanti assunte con un contratto part-time ma che lavorano 24 ore al giorno. Siamo quelli che devono lavorare come artigiani e soci anche se in realtà fanno un lavoro da dipendenti. Siamo quelli che accettano un qualsiasi lavoro a qualsiasi condizione per poter rinnovare quel pezzo di carta.
Siamo quelli che senza permesso di soggiorno non possono avere un lavoro in regola e pertanto diventano la forza lavoro in nero su cui si basa l’economia neoliberista, che in cantieri, laboratori, magazzini e campi agricoli sfrutta il nostro lavoro.
Siamo quelli che vivono nella costante paura di essere cacciati; cittadini di serie B, per i quali si sperimentano nuove forme di schiavitù grazie a leggi razziste e discriminatorie.
Siamo quelli che alimentano il mercato degli affitti per “extra”, vivendo in 10 in case di 30 metri quadri pagando cifre esorbitanti.
Siamo gli “ospiti” dei Cpt. Siamo i capri espiatori di tutte le forze politiche per giustificare forme di controllo da applicare poi a tutta la società.
Ci vogliono invisibili eppure siamo donne e uomini che vivono a Reggio Emilia, che si sono auto-organizzati per lottare quotidianamente per il riconoscimento dei diritti che ci vengono negati.
Siamo stanchi di lavorare senza dignità, siamo stanchi di essere considerati numeri nelle ipocrite contabilità dei decreti flussi, di essere bersaglio dei controlli dell’Ispettorato del Lavoro che ci colpiscono con espulsioni e addirittura arresti.
Il primo maggio del 2007 in migliaia siamo usciti dall’invisibilità in cui ci volevano relegare e abbiamo attraversato le strade di Reggio Emilia, anche quest’anno invitiamo tutti e tutte a Reggio Emilia ad una mobilitazione per un primo maggio di lotta per:
-  Una sanatoria generalizzata subito
-  L’abrogazione della legge Bossi-Fini
-  La rottura del legame fra permesso di soggiorno e contratto di lavoro
-  L’accesso alla casa e ad un reddito dignitoso per costruire il nostro futuro
-  Chiusura immediata dei CPT
-  No alla criminalizzazione dei migranti! No al lavoro nero! Basta vita dura!

(русский) РЕЖЖИО ЕМИЛИЯ-1 МАЯ 2008 ГОД - РАБОТА НА ЧЕРНУЮ, БЕДНОСТЬ,СМЕРТИ НА РАБОЧЕМ МЕСТЕ ХВАТИТ!

التدهور فى العمل الموت فى العمل كفايه

(francais) Reggio Emilia - 1 MAI 2008. Travail clandestin, precarité et morts : ca suffit !

(english) Reggio Emilia - May 01 2008. Irregolar work, extreme precariusness, working men’s death: Stop!

(español) Reggio Emilia - 1 Mayo 2008. Trabajo ilegal, precariedad extrema, muertos de trabajo: Basta!

 

 

PADOVA - AUTO-ORGANIZZAZIONE E LAVORO MIGRANTE

cittamigra | 04 Marzo, 2008 17:25

 

tratto dal sito: www.meltingpot.org 

"Spazio e saperi migranti".

Tre giorni di laboratorio multimediale per una cartografia partecipata dello spazio europeo


Domenica 9 Marzo
Ore 15.00
Sherwood Open Live, vicolo Pontecorvo 1/A, Padova.

Il Progetto Melting Pot Europa presenta:
"Auto-organizzazione e lavoro migrante"

Migranti, lavoro, auto-organizzazione, un nesso inscindibile nella lettura della realtà contemporanea. Le lotte nel lavoro del precariato migrante sono capaci di esprimersi in forma autonoma lì dove si intrecciano a capacità organizzative disponibili al conflitto, aperte ad una presa di parola radicale.

Programma:
Introduzione ai lavori e presentazione del progetto cartografico partecipato in cui anche la giornata di domenica è inserita.

Interventi introduttivi:
Sandro Mezzadra – Università di Bologna
Sandro Chignola - Università di Padova

Alcuni spunti per una inchiesta cartografica nelle lotte attraverso documentari, videoconferenze e interventi:

-  Associazione difesa lavoratori - Lo sfruttamento delle cooperative e la figura del socio-lavoratore, esperienze di auto-organizzazione dei migranti nel sindacalismo di base (Padova, Verona Treviso)

-  Città Migrante - Reggio Emilia. Il lavoro irregolare nell’edilizia

-  9ème collectif des sans-papiers - Parigi Lotte dei sans-papiers nell’edilizia e servizi rispetto alla politica delle quote di entrata e permanenza sul territorio francese

-  Coordinadora de Inmigrantes - Malaga. Il lavoro stagionale

-  Coordinamento Migranti Brescia. Migranti e percorsi di auto-organizzazione.

Leggi il programma delle altre 2 giornate:
venerdi 7 Marzo
sabato 8 Marzo

LO SFRUTTAMENTO DELLA MANODOPERA STRANIERA NELL'EDILIZIA

cittamigra | 25 Febbraio, 2008 19:00

Denuncia pubblica dell’Associazione Città Migrante

tratto dal sito di global project 

Questa mattina, una cinquantina di attivisti dell’associazione Città Migrante hanno indetto un presidio con conferenza stampa per reclamare il diritto al corrispettivo per prestazioni lavorative all’interno di cantieri edili.

Diverse persone, dipendenti da Ital Edil, azienda edile di Reggio Emilia, hanno denunciato il fatto di non aver ricevuto il salario pattuito per la prestazione svolta.
Il presidio si è svolto davanti alla sede di Technological Building 7, poiché i lavoratori hanno riferito che tutto il personale che prima si trovava nella sede di Ital Edil (i cui uffici ora appaiono deserti) si trova ora negli uffici di questa ditta.

Una delegazione di lavoratori è riuscita ad incontrare Marco Pozza, direttore tecnico dell’azienda, che si difendeva dalle accuse di questi affermando che le persone non vengono pagate a causa degli insoluti delle ditte appaltatrici.
Il dato di fatto rimane comunque che questi lavoratori, a più di un anno di distanza dalle prestazioni effettuate nei cantieri, non hanno ancora ricevuto i compensi dovuti.
L’incontro si è concluso, dopo più di un’ora di trattative, con la promessa dell’azienda di ricevere i lavoratori entro venerdì 29 febbraio per trovare una soluzione a questi problemi.

ascolta gli audio dell'iniziativa e vedi la galleria fotografica

Comunicato stampa dell'Ass. Città Migrante

Chi è l’irregolare? Lo sfruttato o lo sfruttatore?

Vogliamo il nostro giusto stipendio

Oggi denunciamo pubblicamente uno dei tanti casi di sfruttamento della manodopera straniera.
Siamo qui per reclamare il giusto trattamento di coloro che solo per avere “la colpa” di provenire da paesi considerati di serie B subiscono l’arbitrio di imprenditori senza scrupoli.
Oggi ad essere estorto della giusta retribuzione pattuita per il lavoro svolto è il nostro fratello Fatih. Ma come è noto la vicenda riguarda ormai centinaia di lavoratori regolari ed irregolari impiegati nell’edilizia. Nel caso specifico Fatih, ma potrebbe anche essere Mohamed, Dimitri, o Desmond, ha prestato servizio come manovale edile presso la ditta Ital Edil - che ha sede a Reggio Emilia - in un cantiere a Genova durante i mesi di giugno e luglio dello scorso anno. Fatih deve ancora ricevere 3000 euro dalla ditta in questione. E come se non bastasse oltre al danno la beffa: una cambiale scoperta!

Fathy non è l’unico a non essere stato pagato da questa ditta per il lavoro svolto. Altre cause legali sono in corso.
In questo caso specifico il lavoratore è in regola con il soggiorno ma ciò non è bastato a fargli ottenere un contratto di lavoro regolare. Questo capita molto spesso al cittadino straniero, costretto al lavoro nero pur di poter portare a casa uno stipendio, un compenso che però spesso non arriva mai. Per chi non ha un permesso di soggiorno le cose si complicano ulteriormente perché oltre a non essere pagati non possono, qui a Reggio Emilia, avvalersi del diritto di difesa, come ha dichiarato Giulio Bertoni direttore della direzione provinciale del lavoro, violando palesemente il codice civile.

Siamo davanti alla sede di Tecnological Building 7 in quanto nella sede di Ital Edil non c’è più nessuno nonostante la ditta sia ancora aperta. Molti dei nostri lavoratori riferiscono che c’è un interscambio fra queste due ditte.
Aggiungiamo inoltre che il personale che prima si trovava nella sede di Ital Edil adesso si trova nella sede della Tecnological Building 7. Per noi esiste un legame allarmante fra queste due ditte che segnaliamo anche come esempio di come queste manovre possono essere strumentali affinché i lavoratori perdano le tracce della ditta con cui hanno lavorato.

Abbiamo inoltre visto come il risultato delle operazioni delle forze dell’ordine di questi giorni sulla questione dei permessi di soggiorno falsi abbia messo in risalto il fatto che chi ha un permesso di soggiorno falso rubi dei diritti. Ma non sarebbero diritti di tutti poter acquistare una casa, avere un lavoro in regola, e quant’altro ne consegue? Perché ci sono persone costrette a pagare pur di avere questo pezzo di carta? Non è forse il meccanismo contorto di una legge ingiusta a favorire la speculazione sempre a scapito dei più deboli?
A pagare sono e rimango sempre gli sfruttati. Infatti pare che Ital Edil avesse degli agganci per cui si procurava direttamente permessi di soggiorno falsi o comunque mezzi con cui falsificarli. Da una parte coprendosi da eventuali controlli e dall’altra parte sfruttando i lavoratori perché irregolari.
È quindi inutile sbandierare politiche sulla lotta al lavoro nero quando vanno sempre nella direzione di colpire gli sfruttati, come per esempio la curiosa idea dell’assessore provinciale al lavoro Gianluca Ferrari di rilevare le impronte digitali sui cantieri o come mettere controlli più severi nella selezione degli artigiani, quando tutti sappiamo benissimo che l’unica possibilità per lavorare è quella di farlo come artigiani. Fino a che il problema non verrà risolto alla radice ci troveremo di fronte allo sfruttamento della manodopera sia clandestina che non.

 

RASSEGNA DI PROIEZIONI

cittamigra | 29 Gennaio, 2008 15:37

 
L’ Associazione Città Migrante in collaborazione con il progetto Caffè Babele organizza dal 10 febbraio 2008 al 13 aprile 2008 un ciclo di cinque proiezioni domenicali che ha voluto chiamare "I diritti non hanno confini".
Con questa iniziativa l’Associazione vuole dare alcuni spunti di riflessione in merito ai percorsi di lotta per l’emancipazione degli esseri umani dalla moderna schiavitù globale.
Il percorso si snoda partendo dalle flessibili forme di lavoro schiavo nella Metropoli Europa spingendosi fino al confine sud mediterraneo; tracciando un sentiero che dalle rivolte anticoloniali algerine degli anni ’50 arriva fino alla perfezione scientifica con cui vengono sviluppate le strategie israeliane per vessare ed annientare un popolo ed una cultura: la Palestina. Palestina che oggi si può ritenere il più grande Cpt sperimentale a cielo aperto del mondo, dove milioni di esseri umani subiscono la logica di dominio imperiale che, una volta testata l’efficacia, viene poi esportata su vasta scala. Tecniche militari e di polizia ad alto rendimento, impianti culturali di massa per l’annichilimento psicologico del migrante e dispositivi legislativi che da Shengen fino alle Ordinanze comunali incentivano regimi di apartheid e di nuovo colonialismo.

Questa iniziativa è dedicata ad "Abu", quattordicenne afghano, trovato morto legato ad un tir a Bertinoro, Forlì il 23 gennaio 2008.
Morto di confine, vittima di una guerra che non ha scelto.

Appuntamenti:

Domenica 10 febbraio, h.16.00
In questo mondo libero...
Ken Loach

Angie è una giovane donna divorziata con un figlio undicenne, Jamie, che vive con i nonni. Licenziata in tronco da un’agenzia per cui procurava manodopera proveniente dai paesi dell’Est, Angie decide di mettersi in proprio. Insieme all’amica Rose crea un’agenzia di reclutamento che gestiranno in coppia. Il confronto con la realtà dell’immigrazione, clandestina e non, le imporrà delle scelte che non andranno tutte nella stessa direzione. Loach afferma: "Lo sfruttamento è cosa nota a tutti. Quindi non si tratta di una novità. La cosa che ci interessa di più è sfidare la convinzione secondo la quale la spregiudicatezza imprenditoriale è l’unico modo in cui la società può progredire; l’idea che tutto sia merce di scambio, che l’economia debba essere pura competizione, totalmente orientata al marketing e che questo è il modo in cui dovremmo vivere. Ricorrendo allo sfruttamento e producendo mostri".

Domenica 24 febbraio, h.16.00
Ogni cosa è illuminata
Liev Schreiber

Un giovane ebreo americano decide di andare alla ricerca della donna che durante la Seconda Guerra Mondiale in un villaggio in Ucraina aveva salvato la vita a suo nonno, nascondendolo durante un raid dei Nazisti. Il ragazzo viene aiutato nella sua ricerca da Alex, un ragazzo del luogo.

Domenica 9 marzo, h.16.00
Private
Saverio Costanzo

Riflessione sulla guerra israelo-palestinese vista a Gaza dall’esperienza (tratta da una storia vera) di una famiglia palestinese che abita in una casa situata tra un villaggio palestinese e un insediamento isrealiano. Data la posizione strategica, l’abitazione viene occupata dall’esercito israeliano ma a seguito del rifiuto del padre, di abbandonare la casa, inizia una drammatica convivenza. La ripartizione logistica degli spazi della casa fatta dagli invasori obbliga il professore con la sua famiglia al pian terreno mentre il primo piano viene occupato dai soldati israeliani. L’osservazione del conflitto attraverso gli occhi di una famiglia palestinese con accurate descrizioni sulle differenti reazioni dei cinque figli e dei genitori a questa restrizione dei loro spazi vitali, presenta in modo molto efficace le differenze tra due popoli nella loro complessità: attraverso differenti comportamenti, stili di vita e modi di pensare dei vari personaggi.

Domenica 30 marzo, h.16.00
Paradise Now
Hany Abu-Assad

Due amici palestinesi, sono stati reclutati come kamikaze. Il giorno prima sella loro missione decidono di passare il tempo per l’ultima volta in compagnia delle loro famiglie. L’indomani, arrivato il momento fatidico, qualcosa non va e i due che si perdono di vista, dovranno fare i conti con la paura...

Domenica 16 aprile, h.16.00
La Battaglia di Algeri
Gillo Pontecorvo

Nell’ottobre 1957, mentre i paracadutisti del colonnello Mathieu rastrellano la Casbah, Ali La Pointe, uno dei capi della guerriglia algerina, rievoca il passato, l’organizzazione dell’FLN (Fronte di Liberazione Nazionale), gli attentati, gli scioperi, le delazioni. Ali La Pointe è ucciso, ma tre anni dopo, in dicembre, il popolo algerino scende in piazza, proclamando la propria volontà di indipendenza

Tutte le proiezioni avranno luogo presso:
Laboratorio Aq16, via F.lli Manfredi 14, ex Foro Boario, RE

 

CORSI DI ITALIANO PER MIGRANTI

cittamigra | 19 Gennaio, 2008 18:25

 

L’Ass. Città Migrante promuove corsi di italiano per cittadini di lingua straniera.
L’esigenza di organizzare i corsi di italiano nasce dalle richieste che molti cittadini migranti hanno fatto all’Associazione.
La scuola è aperta a tutti, anche a chi non ha nessuna conoscenza della lingua italiana.
La scuola inizia sabato 19 gennaio.
Iscrizioni sempre aperte.

Tutti i sabati dalle 16.00 alle 18.00
presso Laboratorio aq16, via F.lli Manfredi, 14 (ex foro Boario) RE, Capolinea Minibù G

per info
Email: cittamigrante@gmail.com
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A PROPOSITO DEL DECRETO FLUSSI

cittamigra | 16 Dicembre, 2007 17:36

 
PER CHI CI RIESCE NON È FINITA
 
A ME È SUCCESSO UN ANNO FA

 

da Il Manifesto del 16 dicembre 2007

Io sono una di quelle persone fortunate che si è regolarizzata con il decreto flussi 2006. In realtà sono ancora in attesa di ricevere il permesso di soggiorno. Tutta la mia vita qui in Italia è stata piena di attese e di paure.
Io ero una di quelle, come tantissime ce ne sono, che già lavorava e viveva qui in Italia e che l’unica possibilità di regolarizzarsi era il decreto flussi. Perché questo è l’unico modo previsto da questa legge ingiusta. L’unica possibilità per avere quel poco di diritti che vengono concessi alle persone. Si perché noi non siamo considerate delle persone, siamo della forza lavoro che è utile mantenere clandestina perché così è più facile sfruttarci.
Il nostro destino sarà di non esistere, o di esistere solo nel mondo sommerso dell’illegalità e del lavoro nero, ma non per il fatto di fare qualcosa ma semplicemente per il fatto di essere. Fino a quando saremo solo qualcosa si simile ad un essere umano continueranno ad esistere i decreti flussi, i cpt, i decreti sulla sicurezza e varie proposte di utilizzare metodi delle SS. Saremo umiliati, fregati, mandati via per non avere un reddito sufficiente e rinchiusi nei cpt per il solo fatto di esistere.
Come tutti sanno il decreto flussi prevede che il migrante sia al paese di origine. Anche i ministri lo sanno che questa è una menzogna. È cambiato il governo ma anche quest’anno le cose non andranno diversamente.
Penso a tutti quelli che aspetteranno come ho fatto io di ricevere il nulla osta, chi sarà fra i fortunati dovrà affrontare un viaggio clandestino per tornare a ritirare il visto d’ingresso.
Il mio giorno di partenza lo ricordo bene. Parto per Milano, prendo l’aereo da Malpensa. Ho lo zainetto mio amico di strada, questo viaggio lo facciamo insieme, come tanti altri. Sono felice e molto, molto preoccupata. Il problema è che sono irregolare, ma devo passare le frontiere. Le frontiere sono dei muri che devi passare senza farti del male. Cercherò , proverò, ma sono spaventata a morte. Siamo in tante, non parliamo tra di noi, quasi che abbiamo smesso di respirare per non fare rumore. Sono in fila per passare la frontiera.. Mi chiedono se ce l’ho il permesso. La risposta è no, negli occhi c’è tanta paura... Sulla mia fronte è scritto "irregolare".
Sembra che è andato tutto bene, sono passata senza espulsione. Poi il volo è andato benissimo, atterraggio e eccomi a casa sulla mia terra. Erano tre anni che non vedevo i mie bambini, mio figlio è diventato troppo grande, non riesco più a prenderlo in braccio.
Ma non è finita, le file all’ambasciata, la notte è lunga e saranno lunghe anche quelle a venire. Il mio nulla osta sta per scadere, riesco appena in tempo ad avere l’appuntamento.
Anche quest’anno ci saranno tanti soldi pagati ai datori di lavoro per poter fare la domanda, cifre che vanno anche fino a 7000 euro, ci saranno le lunghe attese per ricevere i nulla osta, ci sarà chi non lo riceverà perché la sua domanda non è ben compilata o sarà bloccata perché aveva un’espulsione, ci saranno altri viaggi clandestini per tornare pericolosi e pieni di paure, ci sarà chi riceverà un’espulsione nel tentativo di rientrare al paese di origine, ci saranno soldi spesi alle ambasciate per ritirare il visto di ingresso, ci saranno persone disperate e fregate, ci saranno di nuovo le file e le attese per avere un permesso di soggiorno.
Tutto questo però non è frutto del caso ma delle politiche in tema di immigrazione che permettono che tutto questo sia possibile, che permettono che noi possiamo essere sfruttati quando lavoriamo in nero, quando chiediamo al datore di lavoro il favore di regolarizzarci con il Decreto Flussi lui può chiederci soldi in cambio, tanto non abbiamo altra possibilità, siamo quelli a cui viene impresso il marchio clandestino.
Tutto questo ci fa pensare che a qualcosa serviamo, che tutto questo meccanismo sia costruito e ben pensato per mantenere in piedi questa economia.
Ma noi non stiamo più soltanto ad aspettare a ad abbassare gli occhi. Lo sappiamo che nessuno ci regala niente che le cose ce le dobbiamo prendere. Per esempio qui a Reggio Emilia abbiamo organizzato un’associazione: Città Migrante, siamo in tanti cittadini migranti e italiani provenienti da diversi paesi come l’Ucraina, il Marocco, l’Egitto, La Nigeria, L’Algeria, la Moldova ed altri. Vogliamo essere protagonisti delle lotte per i diritti perché sicuramente non sarà un governo a cambiare le cose e purtroppo anche questo decreto flussi ne è una dimostrazione.
Non ho paura di dire il mio nome perché esisto, esito come tutti quelli che presenteranno la domanda quest’anno, ma anche come tutti quelli che non lo faranno perché hanno già il marchio dell’espulsione o perché il datore di lavoro non vuole presentare la domanda, e non siamo i colpevoli perché qualcuno ha voluto che lo nostra vita sia clandestina.

Olesea Corizev – Città Migrante Reggio Emilia

SABATO 1 DICEMBRE 2007

cittamigra | 01 Dicembre, 2007 17:31


 
Il primo dicembre a Reggio Emilia, come in tante altre città italiane, è stata una giornata di mobilit-azione contro il protocollo con le poste per il rilascio/rinnovo del permesso di soggiorno.
 
 
 
L’iniziativa è stata lanciata dall’Ass. Città Migrante che ha aderito alla giornata di mobilitazione nazionale indetta dall’assemblea delle reti migranti e antirazziste riunitasi a Brescia lo scorso 11 novembre.
Tante e tanti hanno partecipato al presidio contro il protocollo con le Poste, per una regolarizzazione permanente dei migranti, per dire basta all’ipocrisia del Decreto Flussi e per chiedere a gran voce una Sanatoria subito.
E’ stato scelto come luogo per il presidio la Posta della stazione in quanto questa è una zona abitata e frequentata da molti cittadini migranti che hanno avuto modo di conoscere l’Associazione e di unirsi all’iniziativa condividendone i contenuti.


"Siamo uomini e donne che viviamo a Reggio Emilia, siamo quegli uomini e quelle donne che si sono stancanti di pagare per avere un permesso di soggiorno, che si sono stancati di lavorare e non ricevere il compenso. Siamo quelle donne e quegli uomini che hanno si attraversato un confine ma che quotidianamente se ne trovano davanti altri.
Chi non ha il permesso di soggiorno non può avere un lavoro in regola e l’unica possibilità che rimane è quella del lavoro nero e quindi la privazione di ogni tipo di tutela, anche quella di essere pagato come troppo spesso succede in questa città. Anche il nostro affitto è nero, anche in questo siamo costretti. Come possiamo avere un affitto regolare se non abbiamo un permesso di soggiorno? Dovremmo forse dormire in strada? Siamo i colpevoli, perché qualcuno ha potuto decidere che la nostra vita è clandestina. Per uscire da questo circolo vizioso e smetterla di alimentare l’economia sommersa è necessaria una regolarizzazione permanente dei migranti. Per questo chiediamo una sanatoria subito! E oggi ci prendiamo il diritto di parola per denunciare quello che quotidianamente ci viviamo sulla nostra pelle.
L’ipocrisia del Decreto Flussi continua anche per quest’anno. Tutti lo sanno che circa il 98% delle persone che compilano la domanda vivono e lavorano già in Italia. Allora perché non dare la possibilità di regolarizzarsi qui? Perché siamo costretti a tornare al paese di origine, ai viaggi clandestini a ritroso con tutti i rischi che corriamo, e si continua in questo modo a riempire le tasche dell’economia sommersa?


Chiediamo un impegno concreto per mettere fine a protocolli, decreti o leggi che favoriscono la clandestinità e l’irregolarità e l’introduzione di forme di regolarizzazione permanente da farci uscire dalla condizione infernale della clandestinità, che ci rende braccia da lavoro sfruttabili e ricattabili".

PROIEZIONI DI CONFINE

cittamigra | 22 Ottobre, 2007 02:11

 

Una rassegna di documentari e video raccolti tra le mille storie che accompagnano le migrazioni.
Le serate si terranno presso il Laboratorio aq16, ex foro boario Reggio Emilia. 

mercoledì 24 ottobre, ore 21
proiezione di "In-Visibili in movimento" a cura di Global Project Verona e Fake#Factory.
Un video che racconta l’esperienza di lotta del Coordinamento Migranti di Verona.

Intervengono: Moustapha Wagne - Coordinamento migranti Verona
Roberto Malesani - avvocato Coordinamento Migranti Verona


mercoledì 7 novembr, ore 21
proiezione di "Europa: paradiso o miraggio?" di Alicia F.Carmena e Chus Barrera
Il racconto di 5 migranti, del loro viaggio dal paese di origine fino all’arrivo alle Canarie, dove speravano di trovare il paradiso ed invece si imbattono in una Europa molto diversa da quella immaginata.


mercoledì 14 novembr, ore 21
proiezione di "The Malta Experience" a cura di Melting Pot Europa.
Storie di un isola prigione alla frontiera d’Europa.
Immagini di Alessandra Sciurba.
Montaggio di Beatrice Barzaghi.
Interviene l’autrice Alessandra Sciurba

 
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