ASSOCIAZIONE CITTÀ MIGRANTE - REGGIO EMILIA -
cittamigra | 24 Giugno, 2008 01:56
GUARDA IL VIDEO DELL'INIZIATIVA
Oggi a Reggio Emilia si è respirato un clima pesante ma non è stata
certo la canicola estiva la responsabile. Abbiamo assistito ad un
cambio di registro nella gestione del conflitto che da un anno gli
attivisti dell’associazione Città Migrante agiscono nel territorio per
la liberazione di migliaia di irregolari dal giogo della schiavitù
nell’era Bossi Fini.
Durante il presidio davanti al
municipio dove era in corso il consiglio comunale, decine di poliziotti
e carabinieri in borghese ci hanno perentoriamente intimato di
allontanare dalla piazza gli indocumentati, pena il loro arresto.
Volontà non solo verbale ma anche reale quando durante momenti di
tensione alcuni agenti si sono scagliati contro un paio di partecipanti
per arrestarli perché clandestini. Nonostante questo abbiamo deciso di
rimanere compatti e non accettare l’ordine di allontanarci.
Riteniamo inaccettabile la chiara provocazione della questura di
concedere l’autorizzazione ad un presidio e poi durante il suo
svolgimento decidere chi ne deve prendere parte.
La nostra
associazione come tutti sanno lavora con migranti senza distinzione tra
regolari e non, è presente nel territorio reggiano collaborando con
sportelli di orientamento per migranti e gestisce direttamente una
scuola d’italiano.
Chi ha chiesto l’intervento massiccio delle forze dell’ordine? A chi fanno paura i migranti che si auto organizzano?
Oggi abbiamo denunciato la vera natura che la legge Bossi Fini,
indurita da leggi speciali contenute nel pacchetto sicurezza,
rappresenta. Queste leggi bipartisan non sono altro che dispositivi di
sfruttamento e limitazioni della libertà delle persone migranti e
italiane, ne è la prova il trattamento riservatoci oggi.
Città
Migrante è stata promotrice di un grande corteo il 1° maggio per la
rivendicazione dei diritti dei migranti chiedendo a gran voce
l’abrogazione delle leggi che producono irregolarità e sfruttamento. Un
corteo partecipato e deciso che aveva tra le sue richieste anche
l’invito rivolto al sindaco di farsi carico di un incontro con prefetto
e questore per discutere di un problema grave del territorio, ovvero
l’impossibilità di decine di migliaia di persone di regolarizzarsi e
quindi entrare a pieno titolo nel tessuto sociale.
L’unica risposta avuta è stata quella di oggi.
Il quadro è chiaro, le forze politiche che amministrano a Reggio
vogliono il massimo profitto economico che la manodopera irregolare può
dare, e non contenti, cavalcano l’onda emergenziale costruendo il
successo elettorale nelle amministrative del 2009. Per far questo, è
banale, va bene il pacchetto sicurezza, va bene la legge Bossi Fini, va
bene la direttiva rimpatri approvata al parlamento europeo, va bene il
businnes mafioso nei cantieri.
Prendiamo atto del definitivo
deterioramento dei rapporti civili che regolano Reggio Emilia, città
divenuta in pochi anni metropoli. Metropoli nella sua accezione
negativa con tanto di slum e quartieri satelliti per ricchi costruiti
dal businnes edilizio cooperativo, vedi la Reggio Emilia 2 di parco
villa ottavi; verrebbe da dire “Berlusconi c’era arrivato alle vostre
soluzioni 25 anni fa”.
Non per questo, come oggi abbiamo
dimostrato, rinunceremo alla nostra lotta perché è l’unico modo per
ricreare il tessuto sociale disgregato dalla governance della
speculazione e della rendita del grande capitale.
Viviamo qua, lottiamo qua e qua costruiremo il nostro futuro.
cittamigra | 23 Giugno, 2008 02:00
Il 1° maggio scorso, 1500 persone hanno manifestato in città contro una
società che inventa i criminali in base al passaporto e costringe
all’invisibilità ed alla povertà migliaia di persone.
Queste stesse
persone hanno chiesto a gran voce un incontro con il sindaco, incontro
che fino ad oggi ci è stato negato. A fronte di questo silenzio noi
vogliamo parlare e ed essere ascoltati.
Oggi, dove il
pregiudizio e la paura figlie dell’ignoranza generano mostri come la
paranoia securitaria e il razzismo legittimati da campagne contro i
clandestini e da dispositivi politici come il pacchetto sicurezza, è
più che mai attuale ribadire il nostro NO ALLA CRIMINALIZZAZIONE DEI
MIGRANTI.
Non vogliamo più sentire dire che la clandestinità è
una scelta. Sono le leggi che dettano la condizione di clandestinità
per cui tu non esisti e quindi non sei portatore di diritti, sono le
leggi che non consentono di poter vivere e lavorare in Italia in modo
regolare. In realtà quello che viene chiamato clandestino è un migrante
senza nessun tipo di tutela, quello che con estrema facilità può essere
sfruttato sul lavoro e a cui la casa viene affittata ad un prezzo più
alto perché non ha nessuna altra scelta, quello che se anche ha un
lavoro non può avere il permesso di soggiorno. Clandestino lo si può
diventare da un giorno all’altro perché si perde il lavoro e questo ci
costringe ad accettare anche le peggiori condizioni di sfruttamento.
Quali sono le possibilità di regolarizzarsi? Rimane il tentativo di
provare a vincere alla lotteria del decreto flussi ( a Reggio le quote
disponibili sono meno di 1/3 delle domande presentate) anche se la
legge prevede che la domanda di assunzione tramite decreto flussi sia
inoltrata per un lavoratore che risiede al paese di origine, ma tutti
ormai sanno che il 90% delle domande riguardano migranti che già vivono
e lavorano in Italia. E i fortunati sono costretti ad un viaggio
clandestino a ritroso per poter ritirare il visto d’ingresso. E per
quelli che sono stati colpiti da un provvedimento di espulsione? I
coraggiosi che hanno tentato comunque la sorte e che hanno vinto la
gara, che sono tornati al paese di origine, che il datore di lavoro li
ha aspettati pronto ad assumerli si sono visti negati il permesso di
soggiorno perché a causa dell’espulsione non possono stare e lavorare
in Italia.
Tutti questi -assieme a chi non ha tentato la sorte
perché il datore di lavoro non voleva metterlo in regola, a chi non è
entrato nella graduatoria, a chi ha perso il permesso di soggiorno (non
dimentichiamo che il confine fra regolarità e irregolarità è molto
sottile)- continueranno oppure entreranno a far parte del cosiddetto
esercito dei clandestini, quindi manodopera a basso costo se non a
costo zero.
E nel frattempo i migranti continuano a morire in
mare ad alimentare l’economia sommersa e a morire nei luoghi di lavoro,
mentre il Decreto legge quanto il Disegno di Legge che costituiscono il
pacchetto sicurezza li indicano come potenziali criminali.
La
funzione che ha in realtà l’impianto della Bossi Fini peggiorato dal
pacchetto sicurezza è quello di renderci disponibili ad accettare
qualsiasi forma di sfruttamento e quindi utili a regolamentare l’intero
mercato del lavoro.
Non rimaniamo in silenzio, oggi come il primo maggio vogliamo far sentire la nostra voce:
SIAMO NOI I PRIMI A NON VOLERLA LA CLANDESTINITA’
cittamigra | 14 Giugno, 2008 15:12
Ore 16.30
A fronte di questo silenzio
noi vogliamo parlare e
chiediamo di essere ascoltati.
Oggi vogliamo anche dire NO AL PACCHETTO SICUREZZA
ma per la tutela dei diritti umani.
Di ognuno e di ognuna.
in Piazza Prampolini
Non è più possibile rimanere indifferenti né incerti!
cittamigra | 05 Maggio, 2008 16:06
Una grande giornata quella del primo maggio a Reggio Emilia, un successo non scontato risultato di un anno di attività intensa. Duemila persone, migranti ma non solo, hanno dato finalmente un segnale potente ed esplicito a chi ostinatamente non vuol riconoscere i cambiamenti di questo territorio emiliano e si ostina a leggere la realtà con riferimenti culturali, storici e politici in via di estinzione.
cittamigra | 02 Maggio, 2008 17:08
cittamigra | 17 Aprile, 2008 15:02
cittamigra | 08 Aprile, 2008 16:52
19 APRILE 2008 ORE 15.00
PRESIDIO
DAVANTI ALLA PREFETTURA (CORSO GARIBALDI) PER: L'ACCOGLIMENTO DI TUTTE LE DOMANDE INVIATE PER IL DECRETO FLUSSI 2007
L'ANNULLAMENTO DELLE ESPULSIONI
VOLEVATE BRACCIA SONO ARRIVATI DONNE E UOMINI
Abbiamo aderito alla petizione lanciata dal progetto Melting pot Europa
per l’accoglimento di tutte le domande presentate con il decreto flussi
2007. La petizione ha raccolto 3843 sottoscrizioni ed è stata inviata
al governo uscente. Vogliamo rinnovare tale appello che non ha ancora
ricevuto risposta.
Le domande presentate con il decreto flussi 2007 sono state oltre
700.000 e solo 170.000 sono le quote di ingresso messe a disposizione.
Questo significa che oltre 550.000 persone saranno escluse. Come è noto
la quasi totalità delle domande inviate è stata fatta da migranti che
già vivono e lavorano in Italia e il decreto flussi è l’unica
possibilità per regolarizzare la posizione del soggiorno. Questa
esclusione significherà relegare i migranti alla clandestinità, al
lavoro nero, alla mancanza di diritti. L’accettazione di tutte le
domande sarebbe un primo minimo passo per rompere questo circolo
vizioso e procedere poi verso una sanatoria generalizzata per chi già è
presente sul territorio italiano.
A Reggio Emilia sono state presentate 13.563 domande, le quote
disponibili sono meno di un terzo. Il numero della presentazione delle
domande è un dato significativo sulla presenza di migranti che nella
nostra città vivono e lavorano ma ai quali non viene riconosciuta
alcuna tutela, dato a cui andrebbero aggiunti i moltissimi che la
domanda non l’hanno presentata pur avendo un lavoro e una casa perché
provvisti di un provvedimento di espulsione. Queste cifre danno l’idea
di quei migranti che riempiono le tasche dell’economia sommersa,
costretti al lavoro nero, all’affitto nero, alla vita nera perché non
esiste altra possibilità. I migranti che occupano il gradino più in
basso nella scala della precarietà, gli sfruttati di cui ha bisogno
questo sistema economico. Quelli che devono accettare un qualsiasi
lavoro ad una qualsiasi condizione e che di conseguenza servono a
regolare tutto il mercato del lavoro. E mentre i migranti continuano ad
essere sfruttati si lanciano campagne alla lotta alla clandestinità e
al lavoro nero. Anche noi vogliamo lottare contro la clandestinità e il
lavoro nero. La lotta alla clandestinità si vince regolarizzando le
persone, la lotta al lavoro nero si combatte dando la possibilità di
avere un lavoro in regola.
La lotta alla clandestinità a Reggio Emilia, come in tante città
italiane, produce migliaia di espulsioni l’anno e arresti per non aver
obbedito all’ordine del questore di lasciare il paese, oltre che il
facile binomio che si viene a creare o che si vuole creare del
clandestino/criminale. L’espulsione è in realtà il marchio che il
migrante ha impresso sulla pelle, quello che lo escluderà anche da una
possibile gara come un decreto flussi. Quel marchio che permetterà
sempre lo sfruttamento del lavoro per rispondere alle necessità di una
maggiore flessibilizzazione richiesta dal mercato e dall’economia. Per questo chiediamo l’annullamento delle espulsioni.
Oggi è per noi una tappa verso il 1° maggio migrante, un corteo che
attraverserà le strade della città per uscire dall’invisibilità in cui
ci vogliono relegare. Un giorno che non vuole passare in silenzio, che
porterà istanze a cui deve essere data una risposta. Non si può far
finta che non esistiamo.
Non siamo solo quelli a cui viene data la caccia vantando le cifre
delle espulsioni che vengono effettuate, non siamo solo quelli che
alimentiamo il mercato nero, siamo anche quelli che abbiamo deciso di
essere protagonisti della nostra vita, stanchi di essere sfruttati. Per
questo vogliamo portare le nostre istanze e essere visti da chi questa
città la amministra. Chiediamo al sindaco, tramite una lettera,
di guardare questa parte di Reggio Emilia a cui dichiara sui mezzi di
comunicazione di dare la caccia, di non nascondersi di fronte alla
nostra richiesta di uscire dalla clandestinità assumendosi la
responsabilità di un incontro con una nostra delegazione, il questore,
il prefetto ed egli stesso per discutere dei temi che il 1° maggio
riempiranno le strade della città.
Associazione Città Migrante
cittamigra | 08 Marzo, 2008 15:47
Siamo noi le donne e gli uomini che sono riusciti a non soffocare in un
container di un qualche tir. Siamo noi le donne e gli uomini che non
sono annegati in mare. Siamo noi le donne e gli uomini che hanno
scavalcato le frontiere alla ricerca di un futuro migliore.
Siamo
donne e uomini che vivono e lavorano nelle metropoli. Siamo quelli che
riempiono le tasche dell’economia sommersa perché altra possibilità per
vivere non ci è concessa.
Siamo quelli costretti a passare parte
della propria vita in coda davanti alle questure, alle prefetture e ora
agli uffici postali. Siamo quelli che aspettano i lunghi tempi dei
rinnovi e dei ricongiungimenti, siamo quelli che aspettano i documenti
legalizzati dall’ambasciata, siamo quelli che aspettano un decreto
flussi.
Siamo le madri che non possono andare a trovare i figli perché non hanno il permesso di soggiorno.
Siamo i muratori che lavorano nei cantieri edili e non ricevono la paga, e quando la reclamano vengono picchiati.
Siamo gli ambulanti che vendono i fazzoletti e i cd nei parcheggi e
nelle spiagge. Siamo le badanti assunte con un contratto part-time ma
che lavorano 24 ore al giorno. Siamo quelli che devono lavorare come
artigiani e soci anche se in realtà fanno un lavoro da dipendenti.
Siamo quelli che accettano un qualsiasi lavoro a qualsiasi condizione
per poter rinnovare quel pezzo di carta.
Siamo quelli che senza
permesso di soggiorno non possono avere un lavoro in regola e pertanto
diventano la forza lavoro in nero su cui si basa l’economia
neoliberista, che in cantieri, laboratori, magazzini e campi agricoli
sfrutta il nostro lavoro.
Siamo quelli che vivono nella costante
paura di essere cacciati; cittadini di serie B, per i quali si
sperimentano nuove forme di schiavitù grazie a leggi razziste e
discriminatorie.
Siamo quelli che alimentano il mercato degli
affitti per “extra”, vivendo in 10 in case di 30 metri quadri pagando
cifre esorbitanti.
Siamo gli “ospiti” dei Cpt. Siamo i capri
espiatori di tutte le forze politiche per giustificare forme di
controllo da applicare poi a tutta la società.
Ci vogliono
invisibili eppure siamo donne e uomini che vivono a Reggio Emilia, che
si sono auto-organizzati per lottare quotidianamente per il
riconoscimento dei diritti che ci vengono negati.
Siamo stanchi di
lavorare senza dignità, siamo stanchi di essere considerati numeri
nelle ipocrite contabilità dei decreti flussi, di essere bersaglio dei
controlli dell’Ispettorato del Lavoro che ci colpiscono con espulsioni
e addirittura arresti.
Il primo maggio del 2007 in migliaia siamo
usciti dall’invisibilità in cui ci volevano relegare e abbiamo
attraversato le strade di Reggio Emilia, anche quest’anno invitiamo
tutti e tutte a Reggio Emilia ad una mobilitazione per un primo maggio
di lotta per:
Una sanatoria generalizzata subito
L’abrogazione della legge Bossi-Fini
La rottura del legame fra permesso di soggiorno e contratto di lavoro
L’accesso alla casa e ad un reddito dignitoso per costruire il nostro futuro
Chiusura immediata dei CPT
No alla criminalizzazione dei migranti! No al lavoro nero! Basta vita dura!
(русский) РЕЖЖИО ЕМИЛИЯ-1 МАЯ 2008 ГОД - РАБОТА НА ЧЕРНУЮ, БЕДНОСТЬ,СМЕРТИ НА РАБОЧЕМ МЕСТЕ ХВАТИТ!
(francais) Reggio Emilia - 1 MAI 2008. Travail clandestin, precarité et morts : ca suffit !
(english) Reggio Emilia - May 01 2008. Irregolar work, extreme precariusness, working men’s death: Stop!
(español) Reggio Emilia - 1 Mayo 2008. Trabajo ilegal, precariedad extrema, muertos de trabajo: Basta!
cittamigra | 04 Marzo, 2008 17:25
tratto dal sito: www.meltingpot.org
"Spazio e saperi migranti".
Tre giorni di laboratorio multimediale per una cartografia partecipata dello spazio europeo
Domenica 9 Marzo
Ore 15.00
Sherwood Open Live, vicolo Pontecorvo 1/A, Padova.
Il Progetto Melting Pot Europa presenta:
"Auto-organizzazione e lavoro migrante"
Migranti, lavoro, auto-organizzazione, un nesso inscindibile nella
lettura della realtà contemporanea.
Le lotte nel lavoro del precariato migrante sono capaci di esprimersi
in forma autonoma lì dove si intrecciano a capacità organizzative
disponibili al conflitto, aperte ad una presa di parola radicale.
Programma:
Introduzione ai lavori e presentazione del progetto cartografico partecipato in cui anche la giornata di domenica è inserita.
Interventi introduttivi:
Sandro Mezzadra – Università di Bologna
Sandro Chignola - Università di Padova
Alcuni spunti per una inchiesta cartografica nelle lotte attraverso documentari, videoconferenze e interventi:
Associazione difesa lavoratori - Lo
sfruttamento delle cooperative e la figura del socio-lavoratore,
esperienze di auto-organizzazione dei migranti nel sindacalismo di base (Padova, Verona Treviso)
Città Migrante - Reggio Emilia. Il lavoro irregolare nell’edilizia
9ème collectif des sans-papiers - Parigi
Lotte dei sans-papiers nell’edilizia e servizi rispetto
alla politica delle quote di entrata e permanenza sul territorio
francese
Coordinadora de Inmigrantes - Malaga. Il lavoro stagionale
Coordinamento Migranti Brescia. Migranti e percorsi di auto-organizzazione. cittamigra | 25 Febbraio, 2008 19:00
tratto dal sito di global project
Diverse persone, dipendenti da Ital Edil, azienda
edile di Reggio Emilia, hanno denunciato il fatto di non aver ricevuto
il salario pattuito per la prestazione svolta.
Il presidio si è
svolto davanti alla sede di Technological Building 7, poiché i
lavoratori hanno riferito che tutto il personale che prima si trovava
nella sede di Ital Edil (i cui uffici ora appaiono deserti) si trova
ora negli uffici di questa ditta.
Una delegazione di lavoratori è riuscita ad incontrare
Marco Pozza, direttore tecnico dell’azienda, che si difendeva dalle
accuse di questi affermando che le persone non vengono pagate a causa
degli insoluti delle ditte appaltatrici.
Il dato di fatto rimane
comunque che questi lavoratori, a più di un anno di distanza dalle
prestazioni effettuate nei cantieri, non hanno ancora ricevuto i
compensi dovuti.
L’incontro si è concluso, dopo più di un’ora di
trattative, con la promessa dell’azienda di ricevere i lavoratori entro
venerdì 29 febbraio per trovare una soluzione a questi problemi.
ascolta gli audio dell'iniziativa e vedi la galleria fotografica
Comunicato stampa dell'Ass. Città Migrante
Chi è l’irregolare? Lo sfruttato o lo sfruttatore?
Vogliamo il nostro giusto stipendio
Fathy non è l’unico a non essere stato pagato da questa ditta per il lavoro svolto. Altre cause legali sono in corso.
In questo caso specifico il lavoratore è in regola con il soggiorno ma
ciò non è bastato a fargli ottenere un contratto di lavoro regolare.
Questo capita molto spesso al cittadino straniero, costretto al lavoro
nero pur di poter portare a casa uno stipendio, un compenso che però
spesso non arriva mai. Per chi non ha un permesso di soggiorno le cose
si complicano ulteriormente perché oltre a non essere pagati non
possono, qui a Reggio Emilia, avvalersi del diritto di difesa, come ha
dichiarato Giulio Bertoni direttore della direzione provinciale del
lavoro, violando palesemente il codice civile.
Siamo davanti alla sede di Tecnological Building 7 in
quanto nella sede di Ital Edil non c’è più nessuno nonostante la ditta
sia ancora aperta. Molti dei nostri lavoratori riferiscono che c’è un
interscambio fra queste due ditte.
Aggiungiamo inoltre che il
personale che prima si trovava nella sede di Ital Edil adesso si trova
nella sede della Tecnological Building 7. Per noi esiste un legame
allarmante fra queste due ditte che segnaliamo anche come esempio di
come queste manovre possono essere strumentali affinché i lavoratori
perdano le tracce della ditta con cui hanno lavorato.
cittamigra | 29 Gennaio, 2008 15:37
L’ Associazione Città Migrante in collaborazione con il progetto Caffè Babele organizza dal 10 febbraio 2008 al 13 aprile 2008 un ciclo di cinque proiezioni domenicali che ha voluto chiamare "I diritti non hanno confini".
Con questa iniziativa l’Associazione vuole dare alcuni spunti di
riflessione in merito ai percorsi di lotta per l’emancipazione degli
esseri umani dalla moderna schiavitù globale.
Il percorso si snoda
partendo dalle flessibili forme di lavoro schiavo nella Metropoli
Europa spingendosi fino al confine sud mediterraneo; tracciando un
sentiero che dalle rivolte anticoloniali algerine degli anni ’50
arriva fino alla perfezione scientifica con cui vengono sviluppate le
strategie israeliane per vessare ed annientare un popolo ed una
cultura: la Palestina. Palestina che oggi si può ritenere il più grande
Cpt sperimentale a cielo aperto del mondo, dove milioni di esseri umani
subiscono la logica di dominio imperiale che, una volta testata
l’efficacia, viene poi esportata su vasta scala. Tecniche militari e di
polizia ad alto rendimento, impianti culturali di massa per
l’annichilimento psicologico del migrante e dispositivi legislativi che
da Shengen fino alle Ordinanze comunali incentivano regimi di apartheid
e di nuovo colonialismo.
Questa iniziativa è dedicata ad "Abu",
quattordicenne afghano, trovato morto legato ad un tir a Bertinoro,
Forlì il 23 gennaio 2008.
Morto di confine, vittima di una guerra che non ha scelto.
Appuntamenti:
Domenica 10 febbraio, h.16.00
In questo mondo libero...
Ken Loach
Angie è una giovane donna divorziata con un figlio undicenne, Jamie, che vive con i nonni. Licenziata in tronco da un’agenzia per cui procurava manodopera proveniente dai paesi dell’Est, Angie decide di mettersi in proprio. Insieme all’amica Rose crea un’agenzia di reclutamento che gestiranno in coppia. Il confronto con la realtà dell’immigrazione, clandestina e non, le imporrà delle scelte che non andranno tutte nella stessa direzione. Loach afferma: "Lo sfruttamento è cosa nota a tutti. Quindi non si tratta di una novità. La cosa che ci interessa di più è sfidare la convinzione secondo la quale la spregiudicatezza imprenditoriale è l’unico modo in cui la società può progredire; l’idea che tutto sia merce di scambio, che l’economia debba essere pura competizione, totalmente orientata al marketing e che questo è il modo in cui dovremmo vivere. Ricorrendo allo sfruttamento e producendo mostri".
Domenica 24 febbraio, h.16.00
Ogni cosa è illuminata
Liev Schreiber
Un giovane ebreo americano decide di andare alla ricerca della donna che durante la Seconda Guerra Mondiale in un villaggio in Ucraina aveva salvato la vita a suo nonno, nascondendolo durante un raid dei Nazisti. Il ragazzo viene aiutato nella sua ricerca da Alex, un ragazzo del luogo.
Domenica 9 marzo, h.16.00
Private
Saverio Costanzo
Riflessione sulla guerra israelo-palestinese vista a Gaza dall’esperienza (tratta da una storia vera) di una famiglia palestinese che abita in una casa situata tra un villaggio palestinese e un insediamento isrealiano. Data la posizione strategica, l’abitazione viene occupata dall’esercito israeliano ma a seguito del rifiuto del padre, di abbandonare la casa, inizia una drammatica convivenza. La ripartizione logistica degli spazi della casa fatta dagli invasori obbliga il professore con la sua famiglia al pian terreno mentre il primo piano viene occupato dai soldati israeliani. L’osservazione del conflitto attraverso gli occhi di una famiglia palestinese con accurate descrizioni sulle differenti reazioni dei cinque figli e dei genitori a questa restrizione dei loro spazi vitali, presenta in modo molto efficace le differenze tra due popoli nella loro complessità: attraverso differenti comportamenti, stili di vita e modi di pensare dei vari personaggi.
Domenica 30 marzo, h.16.00
Paradise Now
Hany Abu-Assad
Due amici palestinesi, sono stati reclutati come kamikaze. Il giorno prima sella loro missione decidono di passare il tempo per l’ultima volta in compagnia delle loro famiglie. L’indomani, arrivato il momento fatidico, qualcosa non va e i due che si perdono di vista, dovranno fare i conti con la paura...
Domenica 16 aprile, h.16.00
La Battaglia di Algeri
Gillo Pontecorvo
Nell’ottobre 1957, mentre i paracadutisti del colonnello Mathieu rastrellano la Casbah, Ali La Pointe, uno dei capi della guerriglia algerina, rievoca il passato, l’organizzazione dell’FLN (Fronte di Liberazione Nazionale), gli attentati, gli scioperi, le delazioni. Ali La Pointe è ucciso, ma tre anni dopo, in dicembre, il popolo algerino scende in piazza, proclamando la propria volontà di indipendenza
Tutte le proiezioni avranno luogo presso:
Laboratorio Aq16, via F.lli Manfredi 14, ex Foro Boario, RE
cittamigra | 19 Gennaio, 2008 18:25
L’Ass. Città Migrante promuove corsi di italiano per cittadini di lingua straniera.
L’esigenza di organizzare i corsi di italiano nasce dalle richieste che molti cittadini migranti hanno fatto all’Associazione.
La scuola è aperta a tutti, anche a chi non ha nessuna conoscenza della lingua italiana.
La scuola inizia sabato 19 gennaio.
Iscrizioni sempre aperte.
Tutti i sabati dalle 16.00 alle 18.00
presso Laboratorio aq16, via F.lli Manfredi, 14 (ex foro Boario) RE, Capolinea Minibù G
per info
Email: cittamigrante@gmail.com
tel: 3921272930
cittamigra | 16 Dicembre, 2007 17:36
da Il Manifesto del 16 dicembre 2007
cittamigra | 01 Dicembre, 2007 17:31


cittamigra | 22 Ottobre, 2007 02:11
Una rassegna di documentari e video raccolti tra le mille storie che accompagnano le migrazioni.
Le serate si terranno presso il Laboratorio aq16, ex foro boario Reggio Emilia.
mercoledì 24 ottobre, ore 21
proiezione di "In-Visibili in movimento" a cura di Global Project Verona e Fake#Factory.
Un video che racconta l’esperienza di lotta del Coordinamento Migranti di Verona.
Intervengono: Moustapha Wagne - Coordinamento migranti Verona
Roberto Malesani - avvocato Coordinamento Migranti Verona
mercoledì 7 novembr, ore 21
proiezione di "Europa: paradiso o miraggio?" di Alicia F.Carmena e Chus Barrera
Il racconto di 5 migranti, del loro viaggio dal paese di origine fino
all’arrivo alle Canarie, dove speravano di trovare il paradiso ed
invece si imbattono in una Europa molto diversa da quella immaginata.
mercoledì 14 novembr, ore 21
proiezione di "The Malta Experience" a cura di Melting Pot Europa.
Storie di un isola prigione alla frontiera d’Europa.
Immagini di Alessandra Sciurba.
Montaggio di Beatrice Barzaghi.
Interviene l’autrice Alessandra Sciurba
Associazione
"Città Migrante"
Reggio Emilia
cittamigrante@gmail.com
APERTE LE ISCRIZIONI PER I NUOVI CORSI DI ITALIANO
INIZO A SETTEMBRE 2008
per info corsi: 3921272930
TUTTI IMERCOLEDI' SPORTELLO MIGRANTI
DALLE 17.00 ALLE 20.00
VIA F.LLI MANFREDI,14 (FORO BOARIO) RE - capolinea minibù G
IN COLLABORAZIONE CON ASS.YA BASTA! RE
info: 3495238926
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